Come aggirare le scorte carenti di vaniglia naturale?

Secondo un recente articolo apparso su Food Navigator, meno dell’1% della domanda globale di vaniglia può essere soddisfatta dalla pianta di vaniglia naturale, e le scorte di quest’anno sono state  colpite da un raccolto scarso in Madagascar, il Paese maggior produttore della pianta, mandando i prezzi alle stelle. Ma è un ripiego verso la vanillina artificiale la reale soluzione a questo fenomeno?

La vaniglia è la spezia più costosa dopo lo zafferano, ma le sue difficoltà di scorta non sono una novità visto che essa ha sempre risentito di un metodo di coltivazione dall’alto lavoro intensivo, ciclo di vita della pianta instabile e processo di guarigione che può impiegare sino a sei mesi.

La vanillina naturale deriva dal fiore della vaniglia in fiore è la componente che fornisce l’aroma di vaniglia. Se la vanillina sintetica è prodotta da derivati del petrolio, una versione naturale può essere estratta dal legno. Quest’alternativa sostenibile sembra la forma più abbordabile per incontrare la domanda di prodotti dall’etichetta “pulita”, ovvero di quei prodotti con una lista ingredienti che esclude sostanze artificiali o poco sostenibili.

Boregaard è un’azienda norvegese che produce vanillina da alberi di abete nel Paese scandinavo.
Nel giro dei modi di produrre vanillina più sostenibile c’è Evolva, un’azienda di biotecnologie basata in Svizzera che utilizza un processo di fermentazione per sintetizzare ingredienti che risentono di problemi di rifornimento, quali la stevia e la vaniglia. Sfortunatamente, gli attivisti ambientali sono meno che convinti circa i reclami di sostenibilità della vaniglia biotecnologica, dal momento che la considerano una forma di ingegneria genetica.

Nonostante la crescente gamma di alternative artificiali correntemente disponibili o in fase di sviluppo, la richiesta di vaniglia naturale non si placa come ingrediente essenziale in prodotti prestigiosi, quali gelato e cioccolato.
Per Synergy Flavors, un produttore americano di estratti e aromi, il miglior modo di trattare con le incertezze di rifornimento consiste nel rafforzare i legami coi partner in Madagascar per assicurare la loro scorta, oppure diversificando in altre regioni produttive. Tahiti e Messico sono anch’essi tra i principali produttori di vaniglia.

Nel frattempo, le aziende che vogliono restare fedeli alla vaniglia naturale dall’orchidea dovranno o reggere il costo aggiuntivo loro stesse o passarlo al consumatore finale, il che potrebbe significare prodotti a base di vaniglia più costosi per i consumatori.

Un motivo in più per scegliere buon cioccolato prodotto direttamente dalle fave di cacao e privo della necessità di aggiungere aromi per migliorarne il sapore.